Un controllo DGCCRF si presenta sul tuo sito e-commerce. L’agente cerca prima di tutto una pagina di informazioni legali. Se manca o se è incompleta, il verbale di anomalia è quasi automatico. Redigere informazioni legali corrette non è una formalità amministrativa vaga: è un obbligo preciso, regolato dalla legge, il cui mancato rispetto espone a sanzioni finanziarie pesanti.
Legge SREN del 2024: cosa è cambiato per l’identificazione degli editori di siti
La maggior parte delle guide online rimanda ancora all’articolo 6-III della LCEN del 2004 per elencare gli obblighi di identificazione. Questo quadro è cambiato. Dalla legge SREN del 21 maggio 2024, l’obbligo di identificare l’editore di un sito internet è stato spostato verso un nuovo articolo dedicato, con una redazione modernizzata.
Questo cambiamento non è cosmetico. La legge SREN chiarisce le informazioni da includere a seconda che si sia imprenditore individuale o società, e specifica i riferimenti fiscali attesi (numero di partita IVA intracomunitaria, menzione di esenzione in base se del caso). Per i siti creati o rifatti da metà 2024, si lavora quindi su una base giuridica diversa da quella che la maggior parte dei modelli gratuiti online utilizza ancora.
Si trova un esempio concreto di pagina conforme a questi requisiti nelle informazioni legali del sito Blogeek, che dettaglia l’identità dell’editore, i contatti dell’hosting e le informazioni relative ai dati personali in una struttura leggibile.
Informazioni legali obbligatorie: la lista concreta secondo il tuo status
Il contenuto esatto della pagina varia a seconda che tu sia una persona fisica o una persona giuridica. Confondere i due significa produrre una pagina incompleta fin dall’inizio.
Persona fisica (micro-impresa, impresa individuale)
- Nome e cognome, accompagnati dalla menzione “imprenditore individuale” o dalle iniziali “EI” dalla riforma dello status
- Indirizzo di residenza (o indirizzo di domiciliazione), email e numero di telefono di contatto
- Numero di registrazione al RCS, numero di identificazione IVA se applicabile
- Identità completa dell’hosting del sito: nome o denominazione sociale, indirizzo e telefono
Persona giuridica (società)
- Denominazione sociale, forma giuridica (SRL, SAS, ecc.) e importo del capitale sociale
- Indirizzo della sede legale, email e numero di telefono
- Numero di registrazione al RCS, numero di identificazione IVA
- Identità dell’hosting, con le stesse informazioni di una persona fisica
- Nome del direttore della pubblicazione
Per le attività regolamentate (professioni liberali, agenti immobiliari, mestieri di ristorazione), si aggiungono informazioni specifiche all’attività: riferimento all’autorità di autorizzazione, numero di tesserino professionale, condizioni di accesso alla professione.

Dati personali e cookie: le informazioni che la CNIL si aspetta davvero
Oltre all’identità dell’editore, la pagina delle informazioni legali (o una pagina complementare di politica sulla privacy) deve informare i visitatori sul trattamento dei loro dati personali. In pratica, si osserva che molti siti si accontentano di un banner cookie senza alcuna spiegazione dietro.
Ciò che la normativa si aspetta: specificare le finalità di ogni raccolta di dati, la base giuridica del trattamento (consenso, interesse legittimo, obbligo contrattuale), la durata di conservazione e i diritti di cui dispone l’utente (accesso, rettifica, cancellazione, portabilità). Queste informazioni devono essere redatte in un linguaggio comprensibile, non in un copia e incolla giuridico illeggibile.
Per quanto riguarda i cookie, il semplice banner “Continuando, accetti” non è più sufficiente da diversi anni. Il visitatore deve poter rifiutare i cookie non funzionali con la stessa facilità con cui li accetta. I pulsanti “Accetta” e “Rifiuta” devono essere visivamente equivalenti. I feedback variano su questo punto a seconda dei settori, ma la CNIL ha moltiplicato le diffide su questo tema specifico.
Sanzioni e controlli DGCCRF: cosa rischi concretamente
L’assenza di informazioni legali o il loro carattere incompleto costituisce un’infrazione. Le multe possono raggiungere i 75.000 euro per una persona fisica e 375.000 euro per una persona giuridica, accompagnate da una pena che può arrivare fino a un anno di reclusione.
Questi numeri non sono teorici. La DGCCRF intensifica i suoi controlli sui siti web, e l’assenza di informazioni legali è tra le prime anomalie riscontrate durante queste verifiche. Il controllo non si limita ai grandi siti e-commerce: anche i siti vetrina di piccole e medie imprese, i blog monetizzati e le pagine di freelance sono interessati.
Un punto spesso trascurato: la proprietà intellettuale. Se il tuo sito utilizza immagini, illustrazioni o testi provenienti da terzi, devi menzionare la loro fonte o dimostrare di avere i diritti. L’assenza di questa menzione non rientra nella DGCCRF ma espone a azioni per violazione di copyright.

Aggiornare le proprie informazioni legali non è un progetto occasionale. Un cambio di indirizzo, un nuovo fornitore di hosting o l’aggiunta di un modulo di contatto modificano le informazioni da dichiarare. La pagina deve riflettere la realtà del sito al momento attuale.
Controllare le proprie informazioni legali almeno una volta all’anno rimane il metodo più affidabile per rimanere in conformità senza aspettare che un controllo o un concorrente te lo ricordi.



